CORPINNAT

4/05/2024 | Curiosità

CONOSCETE IL CORPINNAT? OGGI VI PORTO ALLA SCOPERTA DI UNA STORIA DI CORAGGIO VITIVINICOLO.

Senz’altro avrete sentito parlare del Cava, il metodo classico catalano prodotto per lo più nella zona del Penedès.
Un disciplinare di produzione non molto restrittivo a dire la verità, fatto che non ha permesso a questa tipologia di vino di valorizzarsi al meglio alzando l’asticella della qualità.

Ecco allora che nel 2017, meno di un decennio fa, alcuni dei vignaioli catalani appartenenti a sei diverse bodegas, decidono di costituire l’AVEC- Associaciò de Viticultors i Elaboradors Corpinnat, titolari del marchio collettivo Corpinnat. Sul mercato escono definitivamente nel 2019, aggiungendo ai propri associati altre bodegas fino diventare dodici (dato di ottobre del 2023).

Ma da dove deriva il nome CORPINNAT?
Da cor (cuore) e pinnat in riferimento al termine latino pinnae (rocce) e Nat, “nato nel cuore del Penedès.
L’area di produzione coincide con quella del Cava, si trova a sud ovest di Barcellona ed è racchiusa tra la montagne, tra le quali spicca il grande massiccio di Montserrat a nord.
Le altitudini arrivano anche oltre i 1000 metri e la marinada, il vento che spira dal mare, aiuta a depositare umidità concentrando gli aromi già in vigna.
1.100 ettari Corpinnat dei 23.000 vitati di questa zona, una zona molto piccola senza dubbio, che acquisisce significato conoscendone la storia, frutto di una scelta coraggiosa di un gruppo di persone che si sono sottratte alle regole del mercato in nome della qualità. 
Il gesto di questi viticoltori è senza dubbio un atto di amore per i loro vigneti, per il prodotto che realizzano e per il proprio lavoro.

Alcuni vini sono stati premiati al pari di alcuni Champagne, con alti punteggi e apprezzamenti internazionali.
Il disciplinare dei vini che possono uscire con questo marchio è più rigido rispetto alla DO CAVA.
La qualità risalta grazie, ad esempio, alla coltivazione biologica o biodinamica obbligatoria solo di vigneti di proprietà, l’obbligo di vendemmia manuale, l‘intera vinificazione in azienda e il divieto di acquistare vini base da altre cantine.
E ancora, un periodo minimo di 18 mesi sui lieviti (contro i 9 del Cava Guarda) e l’obbligo di avere in listino almeno un 30 e un 60 mesi, fatto che porta i vignaioli a produrre vini con dosaggi zuccherini bassi (dal Brut in giù) e permanenze sui lieviti anche di 100, 140 mesi. Pensate che alcuni fanno ancora la sboccatura finale manuale (per chi non lo sapesse la sboccatura è il momento finale nel quale si eliminano i lieviti che hanno impreziosito il nostro vino e li si tappa per la commercializzazione).
Due le città più importanti di questo marchio: Sant Sadurnì d’Anoia e Vilafranca del Penedès.
Le bodegas capostipite sono Recaredo e Gramona, i cui vins escumosos – perché non possiamo chiamarli Cava – sono dei veri esempi di territori nel calice.

Al Sabor puoi provare della Bodega Recaredo “Terrers Brut Nature 2019“, un metodo classico che sta 40 mesi sui lieviti, biologico e biodinamico, con ulteriori particolarità.
L’invecchiamento sui lieviti con tappo in sughero (anziché la bidoule classica in polietilene) e la sboccatura manuale: una vera chicca in edizione limitata, ottimo da abbinare a paella e tapas.
Le uve sono Xarel.lo, Macabeo, Parellada e un 1% di Monastrell.

Non perderlo!

Le altre bodegas del marchio Corpinnat: Torellò, Llopart, Sabaté i Coca, Nadal, Can Descregut, Pardas, Julìa Bernet, Mas Candì, Can Feixes, Els Budafors.
Alcune delle foto sono prese dal sito ufficiale corpinnat.com

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